lunedì 5 luglio 2010

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La notte si vedono un sacco di cose,

se si rimane in silenzio ad osservare. Per esempio, i pipistrelli. Svolazzano apparentemente caotici, concentrati nella loro caccia crepuscolare. Un cane ulula, per un pò, raccontando qualcosa d'importante ad un altro cane, suo amico, lontano.

Poi spunta un gatto, il pelo folto e tigrato, fà il funambolo sopra il muretto sottile aiutandosi con la sua coda da equilibrista esperto; un balzo e scompare dietro i gerani del balcone, dentro la casa, dove lo aspetta un pasto sicuro. Si sentono voci sommesse ed ovattate dalle finestre vicine, ancora illuminate nonostante l'ora tarda. Qualcuno chiacchiera insieme a qualcun'altro che lo accompagna con una risata complice. Qualcun'altro ancora torna a casa, parcheggia l'auto con cura artistica, perchè la strada è deserta e non c'è alcuna fretta.

C'è del bucato steso di fresco che ondeggia piano, per via della brezza gentile ed il profumo di pulito riempie l'aria. Un grillo intona la sua ninnananna nascosto, chissàdove. Le stelle, poche, tengono compagnia ad un cielo riconoscente; perchè nessuno deve stare solo.

E poi c'è l'Uomo del pane.

L'Uomo del pane arriva sempre verso la stessa ora. Spunta dall'angolo, là in fondo alla strada con la sua bicicletta. Arriva con calma, come se si gustasse ogni pedalata e respiro fino in fondo e raggiunto il marciapiede scende e posa la bici al muro con l'attenzione d'un fidanzato innamorato. A quel punto, solleva piano la saracinesca del negozio, non del tutto, solo fino a metà e scompare al suo interno. Se si ha un poco di pazienza, il tempo in cui si deve attendere non è poi tanto; solo quello necessario. E dopo accade...

L'aria tra le case si riempie dell'aroma commovente del pane appena sfornato, il primo, quello che non si scorda mai. Ci si nutre del profumo come se si mangiasse per davvero ed il cuore si sazia di una cosa buona. Forse la vita vale la pena anche solo per questo...

Per la notte e per sentire il profumo del pane.

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